Negli ultimi anni sembra che esista una sola domanda quando si parla di immobili: «Che classe energetica è?» A volte viene persino prima di chiedere quanti metri quadrati abbia la casa, se è luminosa o se il quartiere è quello giusto.

È comprensibile. La classe energetica è diventata uno degli argomenti più discussi del mercato immobiliare, anche perché negli ultimi anni si è parlato continuamente di direttive europee, case «green», incentivi, Superbonus e possibili limitazioni future.

Ma la domanda giusta non è: «È in classe A4?». La domanda giusta è molto diversa.

«Quanto vale davvero quella classe energetica per me?»

Perché la risposta, molto spesso, è: dipende.

La classe energetica è importante. Ma non è tutto.

Partiamo da un punto fermo. Una casa ben isolata, costruita o ristrutturata con criterio, è quasi sempre una scelta migliore rispetto a una casa energivora. Significa maggiore comfort, meno dispersioni, temperature più stabili, bollette generalmente più basse, maggiore valore nel tempo. Su questo non ci sono dubbi.

Il problema nasce quando la classe energetica viene utilizzata come unico parametro di giudizio. Perché due immobili con la stessa classe possono essere completamente diversi. E, paradossalmente, una casa in A2 potrebbe risultare più piacevole da vivere di una A4 progettata male.

L'APE non racconta tutta la storia

Molte persone pensano che l'Attestato di Prestazione Energetica sia una sorta di «pagella» assoluta dell'immobile. Non è così. L'APE misura principalmente il fabbisogno energetico teorico dell'edificio. Non misura, invece, tanti aspetti che incidono enormemente sulla qualità della casa:

la qualità della progettazione; la cura nella posa dei materiali; l'assenza dei ponti termici; la qualità degli impianti; il corretto dimensionamento delle macchine; la facilità di manutenzione; il comfort reale durante tutte le stagioni.

Sono aspetti che possono fare molta più differenza della lettera riportata sull'APE.

I ponti termici: i grandi assenti dell'APE

Uno degli argomenti di cui si parla pochissimo è quello dei ponti termici. Eppure sono una delle principali cause di problemi nelle abitazioni moderne.

Un ponte termico è una zona dell'edificio dove il calore riesce a passare più facilmente. Può essere il collegamento tra balcone e solaio. Un pilastro. Una trave. Una finestra montata male. Una spalletta. Il risultato: maggiore dispersione, pareti fredde, condensa, muffa, sensazione di disagio.

La cosa sorprendente è che l'APE non fotografa realmente questo fenomeno. Una casa può avere una splendida classe energetica e presentare comunque criticità progettuali e/o esecutive importanti. Chi acquista spesso se ne accorge solo dopo il primo inverno.

Ed è proprio per questo che capita di leggere recensioni o sentire racconti di persone deluse dopo aver comprato un appartamento di nuova costruzione. Non perché la casa consumi tanto. Ma perché non offre il comfort che si aspettavano.

Cappotto termico di 7 cm con impianti annegati — casaREnova Ponti termici non risolti — casaREnova

A sinistra un cappotto di 7 cm, con impianti annegati.
A destra: ponti termici non risolti.

La differenza tra una casa «sulla carta» e una casa ben progettata

Negli ultimi anni molti edifici raggiungono classi energetiche molto elevate grazie agli impianti: pompa di calore, fotovoltaico, accumulo, VMC, domotica. Tutto perfettamente corretto. Ma una domanda va comunque fatta: l'involucro dell'edificio è davvero eccellente?

Perché una casa può arrivare in A4 anche con un isolamento non particolarmente generoso, se gli impianti compensano il resto. Viceversa, esistono ristrutturazioni in classe A2 o A3 che offrono un comfort molto elevato grazie a un involucro progettato con estrema attenzione, ma con la caldaia a condensazione anziché la pompa di calore.

Non bisogna fermarsi alla lettera. Bisogna capire come quella lettera è stata ottenuta.

Gli impianti non fanno miracoli

Esiste un altro equivoco molto diffuso: più impianti significa automaticamente casa migliore. Anche questo non è sempre vero. Gli impianti devono essere progettati e, soprattutto, devono essere dimensionati correttamente.

Un impianto sottodimensionato lavora continuamente senza riuscire a raggiungere il risultato. Ma anche uno sovradimensionato può creare problemi. Un caso reale: una casa in legno realizzata in modo impeccabile, con VMC e sistema di deumidificazione dimensionati in modo eccessivo. Le macchine lavorano a cicli troppo brevi e non riescono a controllare correttamente l'umidità. Risultato: umidità interna elevata, misurata strumentalmente, nonostante l'edificio sia praticamente perfetto.

Il problema non era la casa. Era il progetto dell'impianto. Ed è un aspetto che nessuna classe energetica evidenzia.

Impianti tecnici: progettazione e dimensionamento corretto — casaREnova

Il dimensionamento degli impianti è critico quanto la qualità costruttiva dell'involucro.

Classe A4 contro A2: conviene sempre spendere di più?

Questa è probabilmente la domanda più importante. La risposta è: non necessariamente.

Immaginiamo due appartamenti simili. Un A2 a 300.000 € con una spesa annua di circa 800 €, e un A4 a 340.000 € con circa 350 € annui. Il risparmio è di circa 450 euro all'anno. Ottimo. Ma l'acquisto è costato 40.000 euro in più. Senza considerare manutenzione della pompa di calore, VMC, inverter, eventuali batterie, sostituzione futura del fotovoltaico. Con un risparmio di 450 € all'anno servirebbero quasi 90 anni solo per compensare il maggior prezzo iniziale.

Naturalmente ogni situazione è diversa, e il valore dell'immobile nel tempo e la rivendibilità contano. Ma serve per capire un concetto importante: la bolletta non basta per decidere.

Attenzione: questo non significa che la A4 non convenga

L'errore sarebbe arrivare alla conclusione opposta. Una casa A4 può assolutamente essere un ottimo investimento. Se progettata bene offre comfort molto elevato, temperature uniformi, silenzio, qualità dell'aria, costi energetici contenuti, maggiore valore futuro.

Ma deve essere una scelta consapevole. Non una scelta fatta solo perché «A4 è meglio di A2».

Perché a Milano spesso conta più lo spazio che la classe energetica

Chi conosce il mercato immobiliare italiano sa che non tutte le città ragionano allo stesso modo. In molte province, soprattutto dove il terreno costa meno, la classe energetica pesa parecchio nella decisione d'acquisto. A Milano succede spesso il contrario.

Perché il costo al metro quadrato è talmente elevato che molte famiglie preferiscono avere una stanza in più, una posizione migliore, una fermata della metropolitana vicina, un quartiere più richiesto, maggiore spazio interno — perché spesso non si può isolare dall'esterno, e dall'interno si erode superficie utile. Molti immobili sono ben oltre la classe D, e sono richiestissimi.

Non significa che la classe energetica non conti. Semplicemente entra in gioco insieme a molti altri fattori.

Isolamento e canalizzazione: la qualità esecutiva che determina il comfort — casaREnova

Isolamento e canalizzazioni ben eseguiti: è qui che si costruisce il comfort reale,
molto prima che l'APE assegni la sua lettera.

Il comfort non si legge sempre nell'APE

Provate a fare una domanda a chi vive in una casa davvero ben costruita. Molto spesso non parlerà delle bollette. Parlerà d'altro: «D'inverno cammino scalzo», «Le pareti non sono mai fredde», «La temperatura resta stabile tutto il giorno», «Non sento rumori», «L'aria è sempre piacevole».

Questo è il comfort. Ed è molto più difficile da sintetizzare in una semplice lettera.

Anche il fotovoltaico va valutato con attenzione

Il fotovoltaico rappresenta una grande opportunità. Ma non è una formula magica. Negli anni degli incentivi molto generosi il ritorno economico era spesso evidente. Oggi il ragionamento è più articolato.

Bisogna chiedersi: quanto produce realmente l'impianto? Quanto autoconsumo riesco ad avere? Quanto dureranno inverter e batterie? Quali saranno i costi di manutenzione? Tra vent'anni quanto sarà cambiata la tecnologia?

Sono domande che non servono per scoraggiare l'acquisto. Servono semplicemente per fare un investimento consapevole.

La domanda finale non è «Che classe energetica ha?»

Quando compri casa stai facendo uno degli investimenti più importanti della tua vita. Per questo vale la pena andare oltre la lettera riportata sull'APE.

Chiedi come è stato progettato l'edificio. Informati sugli spessori dell'isolamento. Verifica come sono stati risolti i ponti termici. Cerca di capire come sono stati dimensionati gli impianti. Domanda quali manutenzioni saranno necessarie negli anni. E solo alla fine guarda anche la classe energetica.

Perché una casa davvero ben progettata non è quella che ottiene semplicemente il voto più alto. È quella che riesce a offrirti il miglior equilibrio tra comfort, qualità costruttiva, costi di gestione e investimento economico. Ed è proprio questo equilibrio — molto più della singola lettera riportata sull'APE — che determina il valore reale di una casa.

In breve

La classe energetica indicata sull'APE misura il fabbisogno energetico teorico, ma non racconta la qualità della progettazione, i ponti termici, il corretto dimensionamento degli impianti né il comfort reale di una casa. Una classe alta ottenuta solo grazie agli impianti non garantisce automaticamente comfort superiore, e il maggior costo di una classe più elevata non sempre si ripaga nei tempi che ci si aspetta. La domanda giusta non è «che classe energetica ha», ma come è stata ottenuta e con quale equilibrio tra involucro, impianti e costi di gestione.

Domande frequenti

L'APE racconta tutta la qualità di una casa?

No. L'Attestato di Prestazione Energetica misura principalmente il fabbisogno energetico teorico dell'edificio, ma non misura la qualità della progettazione, la cura nella posa dei materiali, l'assenza di ponti termici, il corretto dimensionamento degli impianti né il comfort reale nelle diverse stagioni.

Cosa sono i ponti termici e perché l'APE non li segnala?

Un ponte termico è una zona dell'edificio — un balcone, un pilastro, una finestra montata male — dove il calore passa più facilmente, causando dispersioni, pareti fredde e condensa. L'APE non fotografa questo fenomeno: una casa può avere un'ottima classe energetica e presentare comunque criticità progettuali importanti.

Conviene sempre spendere di più per una classe energetica più alta?

Non necessariamente. Il maggior costo di acquisto va confrontato con il risparmio annuo reale in bolletta e con i costi di manutenzione di impianti come pompa di calore, VMC e fotovoltaico: in alcuni casi il tempo di rientro dell'investimento può superare di molto la vita utile degli impianti stessi.

Perché a Milano la classe energetica pesa meno che in altre città?

Perché il costo al metro quadrato è talmente elevato che molte famiglie preferiscono più spazio interno, una posizione migliore o una fermata della metropolitana vicina, anche a scapito della classe energetica. Non significa che non conti, ma entra in gioco insieme a molti altri fattori.